Lettera di Auguri : Natale 2007

                                                    Catania, 15 dicembre 2007

Cari parrocchiani,

negli anni passati Vi sono giunti i miei auguri natalizi mediante altri canali, quest'anno sono in grado, grazie al parrocchiano Angelo Colina, di farveli giungere anche mediante il web.

Domandiamoci:
Come stiamo preparando la festa dell'Amore, cioè del Santo Natale? Quale aria natalizia state facendo respirare ai vostri figli? Siete di quelli che caratterizzano il Natale solo in luci, addobbi, regali, settimane bianche, pranzi abbondanti, panettoni, spumante?

Che il nostro Natale sia anche questo non c'è dubbio, ma che dobbiamo limitare il nostro Natale a questo è un errore. Natale è soprattutto altro: è la storia straordinaria di un amore che spinge l'amante - Dio - ad amare l'amato - l'uomo - al di là di ogni limite umano. Se noi vogliamo capire il Natale, quello cristiano, mettiamoci dinanzi a persone in cui appare evidente il limite, la povertà, la miseria. Quando faremo esperienza di trovarci incapaci di gestire tali precarietà, incapaci di intervenire, allora comprenderemo la grandezza del mistero dell'Incarnazione, come partecipazione, vicinanza, condivisione, assunzione della nostra povertà.

Il Natale cristiano è ricordare che Gesù è venuto a prendere su di sè tutte le parti più deboli, più povere del nostro essere uomini: "Gesù Cristo si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorchè nel peccato" (Eb 4,15). In questo suo farsi uomo niente gli è estraneo; ogni persona può sentirsi amata e accolta nella sua realtà e fragilità; e anche a noi, suoi discepoli, è possibile entrare negli stessi atteggiamenti di Cristo. In lui e con lui abbiamo forza per condividere le diverse povertà della natura umana.

Nel nostro tempo storico il male sembra di casa, emerge, rimpie gli occhi, abbiamo spesso l'impressione di camminare nelle tenebre. Eppure anche il bene c'è ed è molto, abbiamo tanti modi per farne esperienza.

Il mistero dell'incarnazione si manifesta attraverso le numerose persone che si prendono cura dei deboli e dei sofferenti, delle povertà nelle più svariate manifestazioni.

L'amore di Dio si rende visibile, manifesto, incarnato mediante il nostro operato. Più annulliamo le distanze tra noi e i fratelli sofferenti, più siamo in grado di celebrare il nostro Natale.

A tutti auguro questo Natale.

P. Armando Cicchello

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